OSIRIS-REx fa atterrare campioni dell’asteroide Bennu sulla Terra

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Le parti di un asteroide, presente nello spazio profondo, sono atterrati in sicurezza sulla Terra. La sonda della NASA OSIRIS-REx ha raccolto e spedito sul nostro pianeta i campioni dell’asteroide Bennu. L’operazione è avvenuta presso il Dugway Proving Ground, nel deserto dello Utah. Le squadre della NASA e dell’aeronautica americana, hanno recuperato con successo la capsula spaziale con campioni prelevati da OSIRIS-REx nel 2020.

Il viaggio di OSIRIS-REx

La OSIRIS-REx ha viaggiato per oltre 6,2 miliardi di chilometri per raggiungere Bennu e poi ritornare verso casa. A circa 101.000 km dalla Terra, ha rilasciato l’importante carico. La capsula contiene circa 250 grammi di rocce e altro materiale proveniente da Bennu. Questa materia potrebbe aiutare a rispondere ad alcune delle domande più scottanti degli scienziati. Come è nata la vita sulla Terra ? Come si è originato il Sistema Solare ?

“Touchdown per la scienza!” ha detto Jim Garvin, capo scienziato del Goddard Space Flight Center della NASA. “Per la prima volta, abbiamo portato a casa questo tipo di oggetto. È davvero enorme e stiamo tutti tirando un grande sospiro di sollievo”. La capsula OSIRIS-REx ha raggiunto velocità di 43.450 km/h ed il suo scudo termico ha subito temperature di 2.900 gradi Celsius mentre attraversava l’atmosfera terrestre.

La discesa dal limite verso le sabbie del deserto, ha richiesto meno di 10 minuti in totale, per terminare un viaggio di 6 miliardi di chilometri. La missione OSIRIS-REx da 1 miliardo di dollari, lanciata nel 2016, è arrivata a Bennu nel 2018.  

Il tuffo nell’atmosfera

Una volta a terra, la capsula e l’area circostante sono state esaminate per assicurarsi che fosse sicuro per i membri del team ed il personale di recupero. Un primo esame ha rilevato che la capsula era intatta e non aveva subito rotture durante l’atterraggio.

La capsula di OSIRIS-REx con i campioni dell’asteroide Bennu è stata agganciata a un elicottero tramite un cavo e trasportata in una camera bianca temporanea allestita presso il Dugway Proving Ground.  Una volta al sicuro, la capsula è stata aperta ed il contenitore al suo interno, contenente il prezioso carico, sarà nuovamente preparato per il trasporto. 

Il materiale verrà successivamente caricato su un aereo e trasportato in aereo al Johnson Space Center (JSC) della NASA a Houston, dove lo attende una struttura di nuova costruzione, la divisione Astromaterials Research and Exploration Science (ARES) dell’agenzia. 

I campioni di Bennu

“Congratulazioni a tutto il team OSIRIS-REx. Ce l’avete fatta!” ha dichiarato l’amministratore della NASA Bill Nelson in un video. “Questa missione dimostra che la NASA fa grandi cose. Cose che ci ispirano, cose che ci uniscono, cose che dimostrano che nulla è fuori dalla nostra portata”. Il campione sarà suddiviso tra diverse istituzioni scientifiche e agenzie spaziali mondiali. 

La NASA manterrà il 70% del campione presso JSC dove lo analizzerà per gli anni a venire. Un altro 25% sarà condiviso tra oltre 200 scienziati in 35 strutture diverse. Il 4% sarà donato all’Agenzia spaziale canadese (CSA) e un altro 0,5% alla  Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA).

La sonda OSIRIS-REx non è la prima a raccogliere un campione di asteroide. L’agenzia nipponica JAXA ha completato ha missioni di questo tipo al suo attivo. Hayabusa 1 ha raccolto materiali dall’asteroide Itokawa e li ha restituiti nel 2010. Hayabusa 2 ha restituito campioni dell’asteroide Ryugu nel 2020.

Le difficoltà durante la missione

Il successo dell’atterraggio e del recupero dei campioni dell’asteroide Bennu segna la fine di una missione durata sette anni. Quando la navicella spaziale arrivò a Bennu nel 2018, trovò un asteroide che somigliava più a un mucchio di ghiaia che a una roccia solida. Gli scienziati coinvolti nella missione hanno quindi dovuto ripensare il piano per l’atterraggio della sonda.

Questo aspetto ha richiesto la riprogrammazione del veicolo spaziale per atterrare in un’area inferiore a un quarto delle dimensioni del sito di atterraggio originariamente previsto. Ma il team OSIRIS-REx ce l’ha fatta. Dante Lauretta, investigatore principale della missione OSIRIS-REx ha affermato durante un briefing con i media il 22 settembre che il team è stato coerente nella sua capacità di problem solving. “Abbiamo sempre adottato un approccio deliberato, attento e cauto”, ha detto Lauretta. “E penso che questo sia il motivo per cui questa missione ha avuto così tanto successo fino ad oggi”.

Stefano Gallotta
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