Semi resistenti ai cambiamenti climatici

Gli scienziati hanno inviato un lotto di semi verso la ISS per aiutare a creare nuove piante agricole resistenti ai cambiamenti climatici
Le piante volate nello spazio possono sviluppare nuovi tratti che le aiutano a far fronte meglio ai cambiamenti climatici. Credit: IAEA

Gli scienziati hanno inviato un lotto di semi verso la Stazione Spaziale Internazionale per aiutare a creare nuovi ceppi di piante agricole resistenti ai cambiamenti climatici. I semi di arabidopsis, una pianta comunemente usata per esperimenti genetici, stanno arrivando all’avamposto orbitale Internazionale (ISS). Il veicolo cargo Cygnus senza equipaggio, è decollato lunedì 7 novembre dalla Wallops Flight Facility della NASA in Virginia.

Per un periodo di tre mesi, i semi saranno esposti a microgravità, radiazioni cosmiche e temperature molto basse all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale. L’obiettivo dell’esperimento è di indurre mutazioni genetiche che potrebbero rendere le piante più resistenti alle fluttuazioni climatiche dovute allo stravolgimento climatico in atto sulla Terra. Lo scopo è stato indicato sia dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (IAEA), che che dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) che supervisionano l’esperimento. 

La mutagenesi spaziale

Questa tecnica per creare nuove varianti di piante agricole tramite esperimenti fuori dalla Terra è nota come mutagenesi spaziale. Il primo paese al mondo ad utilizzarla ed è stata la Cina. Ma l’esperimento sulla ISS è il primo del suo genere per l’IAEA. L’agenzia da molti decenni sviluppa una tecnica simile. Nota come mutagenesi nucleare, utilizza brevi lampi di radiazioni ad alta energia in laboratori a terra per indurre cambiamenti nel DNA

“Spero che questo esperimento porti a scoperte. I risultati che, condividiamo liberamente con gli scienziati, aiuteranno gli agricoltori ad adattarsi ai cambiamenti climatici e ad aumentare le forniture alimentari”, ha affermato in una nota il direttore generale dell’IAEA Rafael Mariano Grossi. Dopo che i semi torneranno sulla Terra, gli scienziati li pianteranno, selezionando i tratti mutati che potrebbero aumentare la resistenza delle piante alla siccità ed al caldo. 

I semi con le migliori prestazioni verranno quindi sottoposti a diversi cicli di riproduzione per massimizzare le caratteristiche desiderabili, inclusa la capacità di affrontare le sfide legate al clima. L’IAEA e la FAO hanno in programma di distribuire le nuove varietà di colture agli agricoltori dei paesi in via di sviluppo. Questi paesi sono i più colpiti dalle fluttuazioni meteorologiche imprevedibili causate e intensificate dai cambiamenti climatici.

La fame ed i cambiamenti climatici

“Milioni di piccoli produttori alimentari sono diventati vulnerabili in tutto il pianeta. Queste persone hanno urgente bisogno di sementi resilienti e di alta qualità adattate a condizioni di coltivazione sempre più difficili”, ha affermato il Direttore Generale della FAO Qu Dongyu“L’innovazione come l’allevamento spaziale di semi resistenti ai cambiamenti climatici, può aiutare a spianare la strada a un futuro più luminoso di una migliore produzione, una migliore nutrizione ed un ambiente migliore”.

Secondo lo Special Report on Climate Change and Land del gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici, la stabilità dell’approvvigionamento alimentare mondiale diminuirà in futuro. Le persone nelle regioni che già soffrono di povertà e sovrappopolazione saranno le più colpite, afferma il rapporto. L’IAEA e la FAO sperano che le nuove varietà allevate nello spazio possano essere parte della soluzione per sostenere la produzione e la qualità del cibo in futuro.

La FAO e l’IAEA hanno precedentemente sviluppato oltre 3.400 varietà di colture utilizzando la mutagenesi nucleare, che ora vengono utilizzate dagli agricoltori in 70 paesi. I ricercatori vogliono anche studiare le differenze tra i semi volati nello spazio e quelli irradiati con radiazioni più potenti nei laboratori a terra. 

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