Climate Change: tempeste più potenti

Il climate change sta rendendo le tempeste sempre più potenti. Per la prima volta uno studio determina l'esatta correlazione.
Un ciclone artico che vortica sull’Oceano Artico il 28 luglio 2020. I cicloni artici possono causare uno scioglimento più rapido del ghiaccio marino. I loro forti venti possono rompere e agitare il ghiaccio e tirare verso l’alto acque più calde che altrimenti sarebbero ricoperte di ghiaccio. Credit: NASA

Tempeste sempre più potenti si abbattono sulle coste di mezzo mondo e sembrano intensificarsi di pari passo al Climate Change. Simili cambiamenti, possono anche colpire le regioni più fredde dell’estremo nord e le analisi suggeriscono che si intensificheranno anch’esse. Nelle ricerca pubblicata su Nature (rif.) il 9 novembre, gli scienziati della NASA prevedono che i cicloni artici primaverili si intensificheranno entro la fine di questo secolo a causa della perdita di ghiaccio marino e del rapido riscaldamento delle temperature. Queste condizioni porteranno a tempeste più forti che porteranno aria più calda e più umidità nell’Artico.

Aumento della temperatura, tempeste più potenti

“I cicloni saranno molto più forti in termini di pressione, velocità del vento e precipitazioni”, ha affermato Chelsea Parker , prima firma dello studio. “Inizialmente le tempeste faranno cadere più nevicate. Man mano che le temperature dell’aria continuano a salire superando la temperature di congelamento, le tempeste ridurranno le precipitazioni, il che è un cambiamento davvero grande”

Tempeste più intense rappresenteranno un pericolo per le attività di navigazione, per la pesca ma sopratutto per gli ecosistemi artici e la biodiversità. Inoltre le previsioni meteorologiche marittime sono importanti ma ancora impegnative e difficili. “È un tira e molla interessante perché mentre il ghiaccio marino si ritira, si apre più spazio per queste attività, ma potrebbe anche arrivare con condizioni meteorologiche più pericolose” ha aggiunto Parker.

Parker e colleghi hanno analizzato le simulazioni al computer di nove cicloni che hanno colpito l’Artico nell’ultimo decennio. Il riscaldamento e la perdita di ghiaccio marino degli ultimi decenni non sembrano avere un effetto notevole sul comportamento di quelle tempeste primaverili. Per comprendere meglio le condizioni future, gli scienziati hanno quindi simulato un Artico con temperature ancora più calde e una minore copertura di ghiaccio marino. “Quando aggiungiamo il futuro cambiamento climatico previsto alla simulazione al computer osserviamo tempeste sempre più potenti alimentate dallo stesso climate Change”, ha detto Parker.

Il team ha scoperto che entro la fine del secolo, la velocità del vento dei cicloni potrebbe aumentare fino a 65 Kmh, a seconda delle caratteristiche della tempesta e delle condizioni ambientali della regione. I ricercatori hanno inoltre osservato che l’intensità massima di tali tempeste potrebbe essere fino al 30% più lunga e le precipitazioni probabilmente aumenteranno. Se i cicloni iniziano a portare piogge in primavera, il ghiaccio marino potrebbe iniziare a sciogliersi prima e una quantità minore di esso sopravvivrà all’estate.

Sempre più tempeste artiche

Le tempeste nei prossimi decenni potrebbero spostarsi più a nord e raggiungere aree dell’Artico solitamente lasciate intatte. Il cambiamento climatico potrebbe aumentare i rischi per gli ecosistemi, le comunità e le attività commerciali e industriali dell’Artico. Per realizzare modelli efficaci e predittivi, Parker ed i suoi colleghi, hanno confrontato le simulazioni con le osservazioni dirette di alcune tempeste artiche raccolte nel 2020 dalla spedizione internazionale MOSAiC

Combinando studi di casi di tempeste recenti con simulazioni climatiche ad alta risoluzione, il nuovo studio mostra per la prima volta la risposta diretta delle tempeste ai cambiamenti climatici recenti e futuri. “In genere non disponiamo di molti dati delle stazioni meteorologiche dell’Artico. Per poterlo fare, MOSAiC è stato un elemento chiave, perché siamo stati in grado di utilizzare misurazioni reali per convalidare il nostro modello”, ha affermato Parker. “Siamo in grado di affermare che le nostre attuali simulazioni climatiche di questi cicloni sono realistiche e che possiamo fidarci da quanto predetto dal modello”.

Le osservazioni dallo spazio e dalla terra hanno mostrato che l’Artico si sta riscaldando quasi quattro volte più velocemente del resto del pianeta . Gli scienziati hanno bisogno di maggiori dettagli sui cicloni artici per formulare previsioni più accurate su come le tempeste influenzeranno il ghiaccio marino che è già in declino. Inoltre questi dettagli saranno utili per comprendere come la perdita di ghiaccio influenzerà l’intensità delle tempeste. Ottenere una migliore comprensione di queste interazioni aiuterà gli scienziati a studiare come il rapido riscaldamento influenzerà il clima della Terra.

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