Marte: è possibile il processo di terraformazione?

Sequenza disegnata dell'ipotetica terraformazione di Marte
Un illustrazione che descrive gli step temporali della terraformazione di Marte.

La terraformazione di Marte è uno dei grandi sogni dell’umanità. Ma cosa significa esattamente? Conformare alle condizioni di vita sulla Terra, rendere abitabile da esseri umani, in altre parole rendere ospitale Marte che ha molto da offrire. Il suo giorno è lungo quanto quello terrestre, ha molta acqua ghiacciata appena sotto la sua superficie e probabilmente potrebbe ricevere un’atmosfera respirabile nel tempo. 

Insomma sembrerebbe un perfetto pianeta B, una concreta possibilità di ospitare l’umanità o colonie di essa in un futuro non lontano. Nonostante la fantascienza e qualche regista insista molto su questa possibilità il processo rimane praticamente impercorribile per una unica ragione: l’assenza del campo magnetico. Quindi, se vogliamo fare di Marte una seconda Terra, dovremo dargliene una artificiale.

Che importanza ha la magnetosfera?

Il motivo per cui i campi magnetici sono così importanti è che proteggono un pianeta dal vento solare e dalle particelle ionizzanti emesse di continuo dal Sole. Il campo magnetico della Terra impedisce alla maggior parte delle particelle cariche ad alta energia di raggiungere la superficie. Questa enorme quantità d’energia, viene costantemente deviata dalla Terra, favorendo lo sviluppo della vita in passato e mantenendoci costantemente al sicuro da radiazioni ionizzanti molto pericolose per il genoma degli esseri viventi. 

Il campo magnetico impedisce anche ai venti solari di spazzare via l’atmosfera terrestre disperdendola nello spazio. Il pianeta Marte di milioni di anni fa aveva un’atmosfera densa e ricca di acqua, ma si è gradualmente impoverito senza la protezione di un forte campo magnetico. Ovviamente, non possiamo semplicemente ricreare il campo magnetico terrestre su Marte per poi avviare la terraformazione. Il nostro campo è generato da un effetto dinamo nel nucleo terrestre, dove i moti convettivi delle leghe di ferro generano il campo geomagnetico terrestre. 

Il nucleo di Marte è più piccolo e più freddo, e non possiamo semplicemente “avviarlo” per creare una dinamo magnetica. Ma ci sono alcuni modi in cui possiamo creare un campo magnetico artificiale, come mostra un recente studio (rif.). Nella recente serie TV “The Expanse”, si possono osservare un paio di scene in cui queste idee s’intravedono. Sebbene questo studio riconosca che la fantasia di “The Expanse” potrebbe teoricamente funzionare, propone una soluzione ancora migliore ed ipoteticamente maggiormente realizzabile.

Una possibile terraformazione di Marte

Come sottolinea lo studio, se si desidera un campo magnetico planetario, ciò di cui si ha veramente bisogno è un forte flusso di particelle cariche, all’interno del pianeta o intorno al pianeta. La prima non è una grande opzione per Marte, il team invece guarda con interesse alla seconda possibilità. Si è ipotizzato che è possibile ricreare un anello di particelle cariche attorno a Marte, grazie alla sua luna Phobos.

Phobos è la più grande delle due lune marziane e orbita attorno al pianeta abbastanza da vicino. Questa luna è così vicina da compiere un viaggio intorno a Marte ogni otto ore. Il team propone di utilizzare Phobos ionizzando le particelle dalla sua superficie, quindi accelerandole in modo da creare un toroide di plasma lungo l’orbita di Phobos

Ciò creerebbe un campo magnetico abbastanza forte da proteggere Marte dal vento solare ed iniziare un processo di terraformazione per generare un atmosfera duratura nel tempo, in grado di ospitare la vita per come la conosciamo. È un piano audace e sebbene sembri realizzabile, gli ostacoli ingegneristici rimarranno significativi per molti anni ancora. Ma come sottolineano gli autori, questo è il momento delle idee e dei sogni. Iniziare a pensare ai problemi che affronteremo e a come potremmo risolverli, aiuterà l’umanità quando raggiungerà Marte.

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