James Webb ricercherà la vita extraterrestre

Rappresentazione esopianeta con una probabile vita extraterrestre

Siamo soli nell’ Universo? Il potente telescopio spaziale James Webb può dare una mano nella ricerca di forme di vita extraterrestre ? Fin dall’inizio della civiltà, le persone si sono chieste se ci sia vita altrove. Ad oggi l’unica vita che conosciamo è qui sulla Terra.  Nel 1984 l’astronomo americano Jill Tarter e Thomas Pierson lanciarono un progetto chiamato Search for Extra-Terrestrial Intelligence (SETI), dedicato a quella caccia interstellare di vita extraterrestre.

La no profit SETI è stata progettata per raccogliere segnali radio dallo spazio. I segnali radio possono viaggiare su lunghe distanze perché meno diffusi o assorbiti rispetto ad altre radiazioni. Con queste caratteristiche è più probabile che vengano rilevati dai 42 radiotelescopi dell’esclusivo Allen Telescope Array nelle Cascade Mountains della California. Ma per 30 anni non è stato ricevuto alcun segnale alieno verificato.

James Webb alla ricerca di esopianeti

La risposta è si. Adesso che James Webb Space Telescope (JWST) è stato schierato nello spazio con successo può aiutare anche la ricerca di vita extraterrestre. Con il suo specchio gigantesco e rivelatori ultrasensibili, il telescopio più potente del mondo esaminerà molti pianeti in orbita attorno a stelle lontane. In vent’anni di ricerca sono stati scoperti più di 4.000 altri pianeti, chiamati esopianeti, in orbita attorno ad altre stelle. La NASA stima che il numero reale di esopianeti potrebbe essere di trilioni.

Si ipotizza che i primi segni di vita oltre il nostro sistema solare, potrebbero provenire dalla vita vegetale extraterrestre. La navicella Galileo, in viaggio verso Giove, raccolse la chiara indicazione della presenza di piante. La biofirma del bordo rosso della vegetazione (VRE), una miscela di luce rossa e infrarossa riflessa dalle piante. Il James Webb Space Telescope misurerà il VRE dei pianeti lontani simili alla Terra nella zona abitabile attorno alle stelle.

Quando un esopianeta passa davanti la sua stella, la luce attraversa la sua atmosfera e potrebbe essere captata da James Webb. La spettroscopia viene utilizzata per scoprire quali lunghezze d’onda mancano. Atomi e molecole nell’atmosfera assorbono determinate lunghezze d’onda e quindi lasciano un’impronta da rilevare. In questo modo si può determinare la composizione dell’atmosfera e dedurre la presenza della vita. 

James Webb e la vita extraterrestre

La vita extraterrestre potrebbe non assomigliare per niente alla vita sulla Terra. Spesso anche la vita sulla Terra può sembrare aliena, come gli organismi “estremofili”. Questi microorganismi, vivono in ambienti estremamente difficili dove è impossibile farlo per altre creature viventi. Alcuni vivono a temperature molto elevate, fino a 120° C. Altri sopravvivono al freddo estremo, fino a -15° C. Alcuni vivono in ambienti acidi forti con un pH inferiore a 3.

Ovviamente nelle fasi iniziali della ricerca è sensato indirizzare lo sguardo verso pianeti simili alla Terra, piuttosto che pianeti con condizioni estreme. I primi candidati potrebbero avere una temperatura alla quale potrebbe formarsi acqua liquida sulla superficie e stanno orbitando attorno a una stella stabile.

Allen Telescope Array nelle Cascade Mountains della California.
Allen Telescope Array nelle Cascade Mountains della California. Credit: SETI

Il nostro Sole è classificato come una stella gialla di tipo G. Ma queste stelle tendono ad essere di breve durata e meno comuni nello spazio come lo conosciamo. Oggetto di studio più probabile potrebbero essere i pianeti in orbita attorno alle più numerose stelle nane rosse, leggermente più fredde e meno luminose del nostro sole. Queste stelle hanno vite molto più lunghe, quindi c’è più tempo per l’avvio della vita e l’evoluzione ha più tempo per sviluppare forme di vita complicate.

Primo obiettivo per JWST

Il primo progetto per James Webb è quello di esaminare un sistema di esopianeti chiamato TRAPPIST-1, che si trova a soli 40 anni luce da noi. Il sistema è composto da sette pianeti rocciosi delle dimensioni della Terra in orbita attorno a una fredda stella nana rossa. Tre dei pianeti rocciosi si trovano nella “zona abitabile”, il che significa che potrebbero avere acqua liquida sulla loro superficie. La stella TRAPPIST-1 è solo 1/10 della massa del nostro sole ma i pianeti orbitano più vicino alla stella, quindi ricevono livelli di luce simili a quelli qui sulla Terra.

Se ci sia vita in qualsiasi altra parte dell’universo è una delle domande più importanti nella scienza. L’universo potrebbe pullulare di vita, o forse siamo completamente soli, abbandonati in un mondo solitario nella vastità dello spazio. La risposta definitiva, in entrambi i casi, richiederà probabilmente un profondo aggiustamento psicologico e filosofico per l’umanità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *