Dormire nello spazio

Dormire nello spazio, come sulla Terra è di fondamentale importanza per mantenere un equilibrio psicofisico essenziale per le attività diurne
Un astronauta a bordo ella Stazione Internazionale (ISS) dorme all’interno di un sacco a pelo ancorato nella sua cuccetta.

Anche per gli astronauti, dopo una impegnativa giornata di lavoro in microgravità, non c’è niente di meglio di un periodo di sonno. Proprio come sulla Terra, un astronauta va a a riposare in un determinato momento, poi si sveglia e si prepara per una nuova giornata di lavoro. Ma come si può dormire nello spazio ? Nello spazio non esiste a bordo delle navicelle non esiste una sopra ed un sotto e per di più l’ambiente è sottoposto a microgravità.

Di conseguenza, gli astronauti sono senza peso e possono dormire con qualsiasi orientamento. Devono però attaccarsi in modo da non fluttuare per non urtare qualcosa durante il sonno. Gli equipaggi della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) di solito dormono in sacchi a pelo situati in piccole cabine dell’equipaggio. Ogni cabina è grande a mala pena per una persona.

Dormire è fondamentale

Gli astronauti sono programmati per otto ore di sonno alla fine di ogni giorno della missione. Come tutte le persone, però, possono svegliarsi nel bel mezzo del loro periodo di sonno per usare il bagno. Capita anche a loro di non avere sonno e stare alzati fino a tardi ed intrattenersi a guadare la Terra fuori dall’oblò. A dire il vero molte cose possono disturbare o interrompere il sonno di un astronauta.

Dormire nello spazio è una parte importante della medicina spaziale e della pianificazione della missione, con impatti sulla salute, sulle capacità e sul morale degli astronauti. Il volo spaziale richiede spesso che gli equipaggi resistano a lunghi periodi senza riposo. Ma molti studi hanno dimostrato che la mancanza di sonno può causare affaticamento che porta a errori durante l’esecuzione di compiti complessi. Inoltre, le persone affaticate spesso non sono in grado di determinare il grado della loro stato fisico e mentale. 

Gli astronauti soffrono spesso degli effetti della privazione del sonno e dell’interruzione del ritmo normale di risposo. La stanchezza causata dalla perdita di sonno ed il sovraccarico di lavoro, sono i principali pericoli che mettono a repentaglio gli obiettivi della missione, nonché la vita dell’intero equipaggio. Per queste ragioni il sonno è di vitale importanza e gli astronauti dormo nelle loro cabine. Queste in realtà sono dei piccoli loculi delle dimensioni di una doccia dove l’astronauta si accomoda in un sacco a pelo che è saldamente ancorato alla parete della capsula.

Le regole per un buon sonno spaziale

Dormire nello spazio comporta anche dei rischi in sé. Le cabine devono necessariamente avere una ventilazione forzata, perchè in caso contrario, gli astronauti possono svegliarsi per mancanza ossigeno, ansimando. La microgravità comporta la formazione di una “nuvola” di anidride carbonica espirata, che circonda la testa . I neuroni sono molto sensibili alla mancanza di ossigeno ed iniziano a morire dopo pochi minuti. La condizione d’ipossia (mancanza di ossigeno) può rapidamente causare gravi danni cerebrali o persino la morte.

Sin dai primi voli spaziali s’intuì che il sonno, proprio come sulla Terra, aveva un ruolo importante per l’equipaggio. Durante il programma Apollo fu studiato il comportamento degli astronauti per poter comprendere e rendere più efficace questa importante fase fisiologica. Il risultato delle analisi fu che un sonno adeguato, può essere raggiunto più facilmente, se ci sono delle specifiche condizioni. Quando tutti i membri dell’equipaggio della navicella spaziale dormono contemporaneamente il sonno è maggiormente efficace ed efficiente. Ovviamente non è sempre possibile soddisfare questa condizione, ma organizzare turni lavorativi e di riposo, nei diversi moduli della sonda è di fondamentale importanza.

Un altra condizione necessaria per un buon riposo è evitare che l’astronauta vada alla deriva. In microgravità, sono previste restrizioni fisiche per impedire ai membri dell’equipaggio di andare alla deriva. Inoltre c’è una combinazione adeguata di temperatura della cabina e indumenti da notte per il massimo comfort. Svestirsi delle tute spesso pesanti ed ingombranti aumenta di molto la qualità del sonno. In fine l’equipaggio deve avere la possibilità di oscurare le luci degli strumenti, coprire gli occhi ed escludere la luce solare dalla cabina. In orbita o nello spazio non esiste l’alternanza giorno notte, quindi non è sempre facile trovare una condizione di buio che facilità il sonno.

Le analisi sul sonno

Nonostante tutte le precauzioni elencate, la perdita di sonno parziale sia acuta che cronica, si verificano frequentemente nel volo spaziale a causa di esigenze operative o per ragioni fisiologiche non ancora del tutto chiarite. Alcuni astronauti sono colpiti più di altri. La scienza ha ben compreso che la perdita del sonno comporta rischi per le prestazioni degli astronauti e che esistono differenze individuali tra persone.

E’ probabile che in futuro, attraverso l’analisi delle reazione di più individui, si potranno effettuare degli studi preliminari per scoprire quali soggetti sono più resistenti alla mancanza di sonno. Questo aiuterà molto a identificare gli astronauti più bisognosi di contromisure da fatica nel volo spaziale e ad informare gli standard medici per ottenere un sonno adeguato nello spazio.

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