Cosa s’intende per zona abitabile

La rappresentazione della vista di un esopianeta nella zona abitabile
Un immagine virtuale che raffigura la vista da un pianeta extrasolare.

Una pianeta che ruota intorno ad un stella che non sia il nostro Sole è definito esopianeta. La storia dell’astronomia cambia per sempre il 5 ottobre 1995, Michel Mayor e Didier Queloz, dell’Osservatorio di Ginevra. I due astronomi annunciarono al mondo intero la scoperta del primo pianeta extrasolare di massa paragonabile a quella di Giove attorno alla stella 51 Pegasi nella costellazione di Pegaso a 47,9 anni luce dalla Terra. Ad oggi risultano conosciuti ben 5002 esopianeti, in 3688 sistemi planetari. Sono inoltre inoltre 2637 il numero dei pianeti candidati e altri 76 possibili pianeti sono in attesa di conferma o controversi. Come stabiliamo se siano potenzialmente favorevoli alla vita? Con il concetto di zona abitabile.

La zona abitabile o riccioli d’oro

Per zona abitabile, s’intende più precisamente, zona abitabile circumstellare (CHZ). Il termine indica la regione intorno ad una stella dove è teoricamente possibile per un pianeta mantenere acqua liquida sulla sua superficie. Il concetto è basato sulle condizioni favorevoli per la vita per come noi la conosciamo sulla Terra, dove l’acqua liquida è necessaria per tutte le forme di vita conosciute. I pianeti in grado di avere acqua liquida in superficie sono considerati tra i più favorevoli per ospitare probabili forme di vita extraterrestre.

Il termine “zona abitabile” può essere ovviamente applicato al nostro Sistema Solare. Comprende, la Terra e si estende, a seconda degli autori, a distanze leggermente differenti. Una delle stime più accreditate è la stima di Kasting et al. che pone i margini della zona da una estensione minima di 0,95 UA a una di 1,37 UA dal Sole.

Alcuni scienziati hanno suggerito che la teoria della zona abitabile è troppo semplicistica. Le premesse iniziali sono basate solo sulla vita presente sulla Terra. In teoria potrebbero esistere zone abitabili con composti diversi dall’acqua, come l’ammoniaca o il metano in forme liquide stabili. Gli astrobiologi ipotizzano che questi ambienti porterebbero sviluppare biochimiche alternative. Inoltre potrebbe esistere una grande varietà di habitat potenziali al di fuori della zona abitabile, come in oceani d’acqua sotto la superficie di qualche esopianeta, così come abitabili potrebbero essere oceani costituiti da ammoniaca o metano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.