Una nuova vita per Hubble

La NASA ha lanciato una richiesta d'informazioni per riportare Hubble alla quota originaria per donare una nuova vita al telescopio.
A sinistra il telescopio spaziale Hubble, a destra la navicella di SpaceX Dragon.

La NASA sta esaminando la possibilità di utilizzare un veicolo spaziale privato per portare il telescopio spaziale Hubble alla quota originaria. L’operazione donerebbe all’influente osservatorio spaziale una nuova prospettiva di vita. Il 22 dicembre, l’agenzia spaziale americana ha emesso una richiesta di informazioni riguardante uno studio SpaceX. L’analisi dell’azienda di Elon Musk, all’inizio di quest’anno, suggeriva come il telescopio spaziale Hubble potesse essere “riportato” in un’orbita più alta.

Riposizionare Hubble

La richiesta di informazioni della NASA, (rif.) arriva mentre si continua a considerare il futuro del telescopio spaziale, e rimarrà aperta fino al 24 gennaio 2023. Lanciato nel lontano 1990, l’orbita del telescopio spaziale, a 600 km sopra la Terra, ha perso circa 60 km di quota in 30 anni. Riportarlo in un’orbita più alta e più stabile potrebbe aggiungere altri anni alla vita operativa di Hubble, ritardando il momento in cui la NASA, dovrà inevitabilmente smaltire il telescopio.

In passato il telescopio ha già subito operazioni di manutenzione. Le precedenti cinque missioni furono affidate allo Space Shuttle ed ad altrettanti equipaggi, ed hanno permesso al telescopio di donarci conoscenza scientifica ed immagini spettacolari. L’ ultima missione di manutenzione con lo Shuttle risale al 2009, dopo due anni, nel 2011, la NASA ha ritirato l’intera flotta di Space Shuttle. Secondo Patrick Crouse, responsabile del progetto Hubble presso il Goddard Space Flight Center della Nasa, il telescopio avrebbe il 50% di probabilità di cadere sulla Terra nel 2037 se non si interviene prima.

L’idea di portare Hubble in un’orbita più alta, utilizzando un veicolo spaziale Dragon, senza alcun costo per il governo americano è stata inizialmente sviluppata tra SpaceX e Polaris Program. Quest’ultimo è un programma privato di missioni spaziali che utilizza i veicoli Dragon e Starship di SpaceX, finanziato dal miliardario Jared Isaacman. L’accordo tra SpaceX e la NASA, per studiare la fattibilità del rilancio di Hubble è stato firmato nel settembre 2022.

Lo studio di fattibilità

Lo studio di fattibilità di SpaceX è stato progettato per aiutare la NASA, che attualmente non ha in programma di operare e finanziare una nuova missione di assistenza Hubble. Nell’analisi, SpaceX mirava anche a delineare le sfide tecniche di un tale sforzo di assistenza. Il fatto che lo studio non sia esclusivo, significa che altre società possono essere libere di proporre le proprie soluzioni. Ognuna di esse potrà portare assistenza ad Hubble, con l’uso di diversi razzi o veicoli spaziali. 

Tutte le analisi di fattibilità saranno basate sui dati dallo stesso Hubble e dalla navicella spaziale Dragon di SpaceX. In particolare sarà importante valutare la possibilità rendez vous ed attracco in sicurezza con il telescopio spaziale, prima di spostarlo su un’orbita stabile più alta. “Questo studio è un esempio entusiasmante degli approcci innovativi che la NASA sta esplorando attraverso partenariati pubblico-privato”, ha affermato in una nota l’amministratore associato, Thomas Zurbuchen“Man mano che la nostra flotta cresce, vogliamo esplorare un’ampia gamma di opportunità per supportare le missioni scientifiche più robuste e superlative possibili” ha aggiunto.

L’operazione di rilancio di Hubble dimostrerebbe come i satelliti e i veicoli spaziali più vecchi potrebbero avere una seconda vita operativa, come i veicoli in orbita vicino alla Terra. “SpaceX e il programma Polaris vogliono espandere i confini della tecnologia attuale ed esplorare come le partnership commerciali possano risolvere in modo creativo problemi più complessi e impegnativi”, ha affermato Jessica Jensen, vicepresidente delle operazioni dei clienti di SpaceX. “Missioni come la manutenzione di Hubble, ci aiuterebbero ad espandere le capacità nostre spaziali per aiutare tutti noi a raggiungere i nostri obiettivi di diventare una civiltà multiplanetaria che viaggia nello spazio”.

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