Elon Musk presenta tutte le novità di SpaceX

La presentazione alla Starbase di Boca Chica del CEO Elon Musk
Elon Musk sul palco della presentazione di qualche giorno fa alla Starbase a Boca Chica, Texas. Credit: SpaceX

Finalmente è arrivata l’attesa conferenza del CEO di SpaceX Elon Musk sugli sviluppi del progetto. Era da settembre 2019 che l’azienda non organizzava un evento del genere. Da quel momento, SpaceX ha fatto volare ben sette diversi prototipi, di cui cinque le versioni complete di Starship che hanno superato i 10 km di altezza. Con la nuova presentazione Musk ha dato una panoramica di cosa sia Starship adesso, ma lasciando ancora senza risposte molte domande. Ma abbiamo di che essere contenti visto che è stato mostrato per la prima volta il motore Raptor 2.

L’evento si è tenuto alla Starbase di Boca Chica, con il palco realizzato, come di consueto, sul pad di atterraggio. Sullo sfondo la sugestiva immagine di Mechazilla, che regge la Starship posizionata sopra il Super Heavy. È la seconda volta che Ship20 e Booster 4 vengono uniti, componendo il razzo più grande mai costruito dall’essere umano. A differenza di quanto accaduto ad agosto però, questa operazione è stata eseguita dal braccio meccanico Mechazilla.

Tanta attesa poche sorprese

Come sempre Musk ha iniziato la presentazione rimarcando la necessità dell’uomo di diventare una specie multiplanetaria. Per raggiungere lo scopo è necessario sviluppare mezzi riutilizzabili. Per rimarcare i successi in questo ambito è stata presentata una panoramica dei risultati ottenuti con i Falcon 9. I famosi razzi hanno portato a termine 144 missioni con successo. Di queste, 83 effettuate con booster riutilizzati. Musk ha poi nuovamente affermato che il focus è la riutilizzabilità di Starship e Super Heavy. Con le future missioni operative in orbita terrestre, SpaceX si aspetta di poter recuperare una Starship con un tempo che va dalle 6 alle 8 ore. Per il booster invece sarà necessaria solo un’ora.

Arriva la conferma ufficiale dell’altezza del Super Heavy, che passa da 70m a 69m. Il booster inoltre sarà spinto da 33 Raptor, il numero massimo di motori che possono essere collocati nei 9m di diametro. Starship avrà una capacità di carico dalle 100 alle 150 tonnellate. Molto dipenderà però dal successo delle operazioni di rifornimento in orbita. Musk si aspetta di effettuare delle prime prove di attracco tra due diverse Starship in orbita entro 2023. Grazie alla capsula Dragon, SpaceX sta raccogliendo preventivamente molti dati sulle manovre di attracco. Secondo il CEO di SpaceX, le operazioni per agganciare due mezzi uguali e della stessa compagnia, saranno più facili.

Animazione di un viaggio verso Marte del sistema Super Heavy formato dalla Starship ed il Booster. Credit: SpaceX

Starbase a Cape Canaveral

Per quanto riguarda la base di Starbase, in futuro potrebbe diventare una sede avanzata per la ricerca e sviluppo del progetto Starship. Le missioni operative invece partiranno dalla Florida. A Cape Canaveral SpaceX ha iniziato la costruzione sia d’infrastrutture per i lanci, nel complesso 39A, che edifici per la realizzazione dei razzi. Sta nascendo una versione aggiornata e migliorata di Starbase. Con l’esperienza ottenuta in Texas, i lavori in Florida potranno progredire molto velocemente.

Il piano è stato messo appunto come contromossa alle decisioni delle amministrazioni locali di Boca Chica in Texas. Elon Musk ha infatti dichiarato che il 39A potrebbe essere utilizzato come pad di riserva in caso ci siano problemi o ulteriori ritardi nell’ottenimento dei permessi da parte della Federal Aviation Administration (FAA). Alle domande dei giornalisti riguardanti il primo volo nello spazio di Starship, il CEO di SpaceX è stato però molto vago. L’obbiettivo è di effettuarlo entro la fine dell’anno, e i lavori per raggiungere tale traguardo sono ancora incompleti. Potremmo quindi dover attendere ancora diversi mesi prima di assistere a tale evento.

Elon Musk presenta la vera novità, i nuovi Raptors

Vicino al palco sono stati posizionati anche due diversi motori Raptor, per mostra le differenze tra la prima e la seconda versione. Il nuovo motore è molto più “snello” rispetto alla versione utilizzata finora. Elon Musk ha precisato che si è trattato di una vera e propria riprogettazione. Gli ingegneri hanno dovuto modificare molte parti ed in primis ne hanno eliminate molte. La sfida maggiore è stata progettare la camera di combustione in modo che questa non fonda a causa delle elevate temperature che si generano. Un problema ancora non risolto totalmente e su cui SpaceX sta lavorando, ma la soluzione è molto vicina.

Confronto fra un Raptor V2, a destra, e un Raptor V1 a sinistra.
Confronto fra un Raptor V2, a destra, e un Raptor V1 a sinistra.

Il nuovo motore è in grado di generare 230 tonnellate di spinta, con una pressione in camera di combustione pari a 300 bar. Musk però ha affermato che possono spingersi anche oltre, raggiungendo una spinta di 250 tonnellate. Durante i test conclusi, il picco di spinta massimo è stato di 247 tonnellate. Quindi non solo prestazioni migliori, ma anche il costo di produzione che si è dimezzato rispetto alla versione precedente, permettendo di risparmiare sia sul costo di produzione dei razzi che sui prezzi di lancio.

Ancora incerto è invece il numero di Raptor di cui sarà dotata la Starship, che potrebbe passare dagli attuali 6 a 9. I motori inoltre, saranno anche un elemento fondamentale per la Starship in versione da trasporto umano. Musk si aspetta che i Raptor siano in grado di allontanare la Starship dal Super Heavy in caso questo abbia problemi durante il lancio.

Uno zoom dei due motori Raptor. A sinistra una vecchia versione V1 del 2021. A destra il primo V2 alla conferenza a Starbase.
Uno zoom dei due motori Raptor. A sinistra una vecchia versione V1 del 2021. A destra il primo V2 alla conferenza a Starbase.

Tanta attesa, poche sorprese

La presentazione di Elon Musk a Starbase è stata povera di novità. Sono mancate informazioni fondamentali e attese, come la data per il primo volo orbitale. In compenso abbiamo visto per la prima volta il motore Raptor V2 e lo staking della Starship, avvenuto per la prima volta con il chopstick di Mechazilla. Dopo diversi test effettuati sui meccanismi che consentono ai bracci di Mechazilla di muoversi, SpaceX ha infatti deciso di utilizzarli per assemblare nuovamente la Starship sul booster.

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