La JAXA lancia un progetto missilistico riutilizzabile, inseguendo SpaceX

Immagine del razzo H-IIA dell'agenzia spaziale giapponese JAXA
Il razzo H-IIA, uno dei principali razzi giapponesi, non è progettato per essere recuperato dopo il lancio. Credits: Reuters

L’agenzia spaziale nazionale giapponese JAXA lavorerà con quasi 30 aziende e istituzioni giapponesi per sviluppare razzi riutilizzabili con l’obiettivo di ridurre i costi di lancio a meno di un quarto dei livelli attuali.

Mitsubishi Heavy Industries e ANA Holdings sono incluse nel progetto Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), che mira al lancio di un primo razzo riutilizzabile entro il 2030. La mossa è progettata per aumentare la competitività dei costi al livello del leader di mercato globale SpaceX, azienda gestita da Elon Musk.

L’attuale tecnologia dei vettori

I principali razzi giapponesi, come l’H-IIA e l’Epsilon, non sono progettati per essere recuperati dopo il lancio. Al contrario se parte del vettore può essere riutilizzata, i costi di lancio diminuiranno notevolmente. Inoltre si prevede che per tale motivo gli ordini per il lancio di satelliti dall’estero aumenteranno. SpaceX è all’avanguardia nello sviluppo di razzi riutilizzabili. Si stima che i lanci di razzi da parte della società americana costino circa 6 miliardi di yen (52,9 milioni di dollari), rispetto ai circa 10 miliardi di yen di un razzo H-IIA. Nel frattempo SpaceX ha conquistato una quota di mercato pari al 60% del mercato globale del lancio di satelliti commerciali a partire dal 2018.

Il ministero giapponese dell’istruzione, della cultura, dello sport, della scienza e della tecnologia, che sovrintende la JAXA, ha affermato che i razzi riutilizzabili che lanciano satelliti sono essenziali per lo sviluppo di un sistema di prossima generazione. JAXA dovrebbe firmare contratti di ricerca congiunti con circa 30 aziende e organizzazioni. Mitsubishi Heavy Industries, in collaborazione con la società di logistica NYK Line, esaminerà i metodi di recupero utilizzando droni e navi. ANA condurrà una ricerca che applicherà il proprio know-how alle operazioni e alla manutenzione degli aeromobili. NIPPI Corporation e GH Craft, una sussidiaria di Teijin, svilupperanno un sistema di ingranaggi per l’atterraggio.

Il piano di JAXA per il prototipo

L’Università di Nagoya svilupperà una batteria agli ioni di litio resistente alle vibrazioni. Canon IT Solutions, una consociata di Canon Marketing Japan, utilizzerà la realtà aumentata per semplificare i processi di produzione. Il Chiba Institute of Technology studierà piccole pompe elettriche a basso costo mentre il Kanazawa Institute of Technology studierà i materiali compositi.

JAXA e i suoi partner prevedono di sviluppare un prototipo funzionante entro il 2026 ed eseguire il primo test di lancio quattro anni dopo. Approntando una tecnologia riutilizzabile sperano di ridurre il costo a circa 500 milioni di yen entro i primi anni 2040. Secondo la società di ricerca statunitense Northern Sky Research, tra il 2020 e il 2030 dovrebbero essere lanciati a livello globale più di 24.800 satelliti. 

Il mercato, che include la produzione e il lancio di satelliti, è destinato a crescere di circa il 9% ogni anno fino a superare i 567 miliardi di dollari entro il 2030. JAXA è stata coinvolta nello sviluppo di tecnologie riutilizzabili. I test di volo del piccolo razzo RV-X sono previsti nel primo trimestre 2022. Quelli per il razzo CALLISTO, che è più vicino alla fase pratica, grazie alla collaborazione con l’Europa, sono invece previsti per l’anno 2024.

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