La galassia NGC 628: l’ultima immagine di James Webb

L'ultima immagine catturata da James Webb la galassia a spirale NGC-628
Un’immagine della galassia NGC 628 nella gamma del medio infrarosso, ripresa dal James Webb Space Telescope il 17 luglio senza preelaborazione. Credit: Niels Bohr Institute, Università di Copenaghen, PHANGS-JWST

Dopo le sensazionali immagini della presentazione, James Webb Space Telescope ci regala un altra meraviglia dell’Universo in alta definizione: le immagini della galassia NGC 628. Il telescopio spaziale ha decisamente iniziato alla grande la sua missione scientifica ed ha inviato un’altra immagine che non sembra meno impressionante delle precedenti mostrate. 

La nuova foto mostra la struttura polverosa di una lontana galassia che sembra più simile a un terribile vortice psichedelico di un film della Marvel che ad una galassia a spirale. Secondo l’elenco degli obiettivi scientifici (rif.), rilasciato dall’STScI, l’immagine è stata catturata il 17 luglio con una sessione di osservazioni multiple sfruttando lo strumento MIRI (Mid-Infrared Instrument).

La galassia NGC 628

Conosciuta anche come la “Galassia Fantasma”, NGC 628, risplende in modo particolare in questo scatto. Questo oggetto cosmico è una delle più spettacolari di galassie nel nostro cielo. Nota anche come una galassia a spirale di “grande design” con spirali gassose prominenti, ben formate e relativamente non oscurate. L’evoluzione cosmica ha creato una così netta simmetria che alcuni astronomi la definiscono anche “spirale perfetta”.  L’oggetto celeste si trova a circa 32 milioni di anni luce dalla Terra nella costellazione dei Pesci. Al suo interno potrebbero essere presenti circa 100 miliardi di stelle.

Due immagini della galassia NGC 628. A sinistra l'immagine catturata da Hubble nelle frequenza della luce visibile. Nell'immagine a destra invece catturata dal telescopio spaziale Spitzer che come Webb osserva i copri celesti nel vicino infrarosso.
Due immagini della galassia NGC 628. A sinistra l’immagine catturata da Hubble nelle frequenza della luce visibile. Nell’immagine a destra invece catturata dal telescopio spaziale Spitzer che come Webb osserva i copri celesti nel vicino infrarosso. Credit: NASA

La galassia è stata già professionalmente fotografata molte volte in precedenza, anche da telescopi spaziali come Hubble e il Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE). Ciò che distingue le immagini di Webb da i tentativi precedenti è la lettura delle frequenze nel medio infrarosso che mettono in risalto la struttura della galassia. Oltre a questa peculiarità, il nuovo telescopio spaziale, sfrutta in combinazione la potenza del suo specchio esagonale a 18 segmenti e la posizione nello spazio profondo che elimina gli infrarossi provenienti dalla Terra e dalla Luna.

Come si può notare, confrontando le immagini, Webb immortala il gas incandescente e le polveri, mostrando molti più dettagli. Nelle immagini di Hubble, i nuclei galattici sono solo un bagliore luminoso indefinito. Al contrario Webb taglia e mostra dettagli molto precisi e definiti su ciò che sta accadendo nello spazio attorno ai Buchi Neri supermassicci attorno ai quali ruotano le galassie.

L’elaborazione delle immagini

Tutte le osservazioni elaborate fin ora, hanno rivelato che i bracci a spirale della galassia sono sono disseminati di stelle giovani ed emergenti. Le spirali ricche di gas alimentano la formazione stellare. Gli astronomi per questa ragione hanno osservato almeno tre supernove in NGC 628 in poco più di 20 anni. L’elaborazione dell’immagine è stata realizzata da Gabriel Brammer, dell’Università di Copenaghen, che ne ha estratto una versione particolare con note che tendono al violetto dovute alle molecole che la costituiscono, che emettono solo specifiche lunghezze d’onda mappate in rosso e blu. Le nubi in questo caso sono ricche di molecole di grandi dimensioni, chiamate idrocarburi policiclici aromatici.

Nella fotografia elaborata in basso, partendo dai dati grezzi messi a disposizione pubblicamente da STScI, Judy Schmidt, che da anni elabora dati spaziali grezzi in immagini mozzafiato, ha creato questa suggestiva versione visibile della galassia. Bisogna tener presente, che l’occhio umano non percepisce gli infrarossi e quindi le immagini del telescopio spaziale James Webb, dal bianco e nero, devono essere “tradotte” in colori visibili e apprezzabili dai nostri occhi.

La nuova immagine di Webb di NGC 628 elaborata nella luce visibile.
La nuova immagine di Webb di NGC 628 elaborata nella luce visibile. Credit: Judy Schmidt/Flickr, CC BY 2.0
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