InSight Mars Lander: la NASA a fine anno abbandona il progetto

Foto di InSight dopo 10 giorni su Marte
Un immagine del lander InSight atterrato da 10 SOL sulla superficie di Marte. Credits: NASA

Un altro lander spaziale della NASA su Marte è arrivato a fine carriera. InSight sta perdendo potenza a causa della polvere accumulata sui pannelli solari. La NASA ha dichiarato che continuerà a utilizzare il sismometro della navicella spaziale per registrare i terremoti fino all’esaurimento della corrente. Per questa ragione i controllori di volo monitoreranno InSight fino alla fine di quest’anno, prima di abbandonarlo definitivamente.

“Non c’è tristezza nella squadra. Siamo ancora concentrati sul funzionamento del veicolo spaziale”, ha affermato Bruce Banerdt, il principale scienziato del Jet Propulsion Laboratory (JPL). Dall’atterraggio su Marte nel 2018, InSight ha rilevato più di 1.300 terremoti. Il più grande mai rilevato, di magnitudo 5, si è verificato appena due settimane fa. Sarà il secondo lander abbandonato dalla NASA sul pianeta rosso. Una tempesta di polvere globale già mise fuori uso Opportunity nel 2018. Nel caso di InSight, invece si è trattato di semplice accumulo di polvere, in maggiori quantità soprattutto nell’ultimo anno.

La missione di InSight

Lo scopo principale del lander era studiare la morfologia e l’evoluzione geologica di Marte (rif.). InSight ha fornito molte informazioni in questo campo. Studiando la struttura interna e la composizione delle rocce si è compreso come si sia formato e strutturato il pianeta rosso. Altri strumenti a bordo del lander, invece hanno lavorato per misurare il tasso di attività della tettonica marziana e l’impatti dei meteoriti.

Rappresentazione artistica che mostra la struttura interna di Marte. Lo strato più alto è noto come crosta, sotto di esso si trova il mantello, che poggia su un solido nucleo interno.
Rappresentazione artistica che mostra la struttura interna di Marte. Lo strato più alto è noto come crosta, sotto di esso si trova il mantello, che poggia su un solido nucleo interno. Credit: NASA

Uno dei principali obiettivi di InSight era studiare la geologia in tre strati di Marte: crosta, mantello e nucleo. Gli scienziati hanno scoperto che la crosta è leggermente più sottile del previsto: dai 25 ai 40km. Lo strato superiore della crosta ha uno spessore di circa 10 chilometri ed è meno denso della crosta inferiore. Il nucleo di Marte è fuso e considerevolmente più grande del previsto, con un raggio di circa 1.800 chilometri. I dati hanno aiutato a spiegare come il nucleo di Marte possa ancora essere fuso nonostante si sia notevolmente raffreddato dalla sua formazione.

InSight ha anche monitorato il mantello superiore utilizzando onde sismiche che viaggiano attraverso profondità di circa 800 chilometri prima di tornare in superficie. Il forte e freddo guscio esterno, la litosfera, ha uno spessore di circa 500 chilometri, al di sopra di un mantello relativamente freddo, rispetto al mantello terrestre. Determinare la composizione e la struttura degli strati e la velocità con cui il calore filtra da essi, ci ha aiutato a comprendere meglio la storia geologica della superficie di Marte.

Nuove idee sulla propulsione

Gli altri due veicoli spaziali funzionanti della NASA sulla superficie marziana, Curiosity e Perseverance, stanno ancora funzionando perfettamente, grazie all’uso dell’energia atomica. Questa differenza con InSight ha fatto ripensare all’utilizzo del fotovoltaico nelle future missioni su Marte. Il direttore delle scienze planetarie Lori Glaze, ha sottolineato che bisognerebbe, in alternativa all’energia atomica, sperimentare una nuova tecnologia per la pulizia dei pannelli, prima di rendere standard questa tipologia d’alimentazione.

I pannelli solari impolverati del lander InSight.
I pannelli solari impolverati del lander InSight. Credit: NASA

Il lander attualmente sta generando un decimo della potenza che riceve dal Sole. Il vice project manager Kathya Zamora Garcia ha affermato che inizialmente aveva abbastanza energia per far funzionare un forno elettrico per un’ora e 40 minuti. Adesso siamo scesi a 10 minuti. Il team di aveva previsto l’accumulo accumulo di polvere, ma sperava che una raffica di vento potesse pulire i pannelli solari. Questo deve ancora accadere dopo 1235 SOL (giorno marziano), nonostante diverse migliaia di trombe d’aria abbiano sfiorato il lander. “Nessuno di loro ci ha colpito abbastanza per soffiare via la polvere dai pannelli”, ha detto Banerdt ai giornalisti.

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