Astrosamantha: il ritorno nello spazio

Un immagine di Astrosamantha in una precedente missione sull'ISS
L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Credit: NASA ESA

Astrosamantha l’orgoglio dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) è di nuovo lassù tra le stelle sopra le nostre teste. L’astronauta italiana il 27 Aprile del 2022 a bordo di un razzo SpaceX Falcon 9 insieme agli altri tre astronauti è ritornata sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La missione Minerva Crew-4, della quale fa parte Samantha Cristoforetti sarà impegnata per quasi sei mesi. Con lei sulla capsula Crew Dragon Freedom il comandante Kjell Lindgren, il pilota Bob Hines e la specialista di missione Jessica Watkins. Per la nostra astronauta è la seconda missione, dopo Futura, del 2014-2015.

Il viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale

Tutto è andato secondo le previsioni. La Crew Dragon è partita dalla rampa 39A del Kennedy Space Center (Florida) spinta da un razzo Falcon 9 della Space X. Il viaggio per raggiungere la Stazione Spaziale è durato circa 16 ore e tutto è stato gestito autonomamente dai computer della capsula Crew Dragon. Il lancio ha segnato anche un nuovo record per la SpaceX. Il primo stadio del Falcon 9 è giunto senza intoppi al suo quarto utilizzo. Dopo aver spinto il razzo nei primi minuti ha completato la solita discesa controllata, poggiandosi delicatamente su una piattaforma galleggiante “A Shortfall of Gravitas” nell’oceano Atlantico.

Crew-4 astronauti, da sinistra, Jessica Watson, specialista di missione; Bob Hines, pilota; Kjell Lindgren, comandante e Samantha Cristoforetti, specialista di missione, sono posizionati all’interno della Crew Dragon Freedom di SpaceX.
Crew-4 astronauti, da sinistra, Jessica Watson, specialista di missione; Bob Hines, pilota; Kjell Lindgren, comandante e Samantha Cristoforetti, specialista di missione, sono posizionati all’interno della Crew Dragon Freedom di SpaceX. Credit: SpaceX

Ad accogliere i tre astronauti più la nostra Astrosamantha, ci sono i sette membri dell’equipaggio della Stazione Spaziale, tra cui il collega, Matthias Maurer, anche lui dell’ESA, arrivato a bordo nel novembre 2021 con la missione Crew-3, che presto dovrà rientrare a Terra, dopo 6 mesi in orbita.

Nei mesi che trascorrerà a bordo, l’astronauta Astrosamantha, avrà il ruolo di leader del segmento orbitale americano. Questo comprende moduli e componenti statunitensi, europei e canadesi della Stazione. L’astronauta italiana lavorerà a numerosi esperimenti scientifici, tra cui sei dell’Agenzia Spaziale Italiana. Le nuove ricerche scientifiche, oltre 200 esperimenti, si concentreranno in settori chiavi quali la scienza dei materiali, le tecnologie sanitarie e la scienza delle piante.

I test della missione Minerva

In primis verranno approfonditi gli effetti dell’assenza di gravità sui tessuti umani e più in generale le conseguenze della permanenza nello spazio sulla biologia umana in relazione all’orbita terrestre bassa. Nella lunga lista di test alcuni includeranno studi sull’invecchiamento del sistema immunitario ed altri gli effetti cardiorespiratori durante e dopo la lunga esposizione alla microgravità. Una importante indagini è concentrata sulle malattie degenerative della retina come la retinite pigmentosa e la degenerazione maculare. L’esperimento Protein-Based Artificial Retina Manufacturing testerà la produzione di retine artificiali o impianti retinici in microgravità, dove si prevede che la loro produzione possa essere ottimizzata.

Ma per non farsi mancare proprio nulla, la Cristoforetti aiuterà anche al completamento dell’istallazione del Braccio Robotico Europeo (ERA), lungo 11 metri, che servirà a muovere carichi attorno alla sezione russa della ISS. Questa operazione potrebbe comprendere una passeggiata spaziale (EVA), al momento non ancora confermata.  

Gli sforzi della NASA

La missione Crew-4 rappresenta la strategia della NASA per mantenere la leadership americana nel volo spaziale umano. Le regolari missioni di rotazione dell’equipaggio di lunga durata in orbita, consentono alla NASA di continuare le indagini di ricerca e tecnologia che da sempre si svolgono a bordo della stazione. Tutte ricerche a vantaggio di noi terrestri ponendo solide basi per le future esplorazioni della Luna e di Marte.

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